L’amore analogico, questo sconosciuto.

Piove.

Sembra autunno.

Sono in letargo.

Mangio Kinder Paradiso.

Penso all’amore.

Quando tornerò in me penserò anche alla prova costume, ma se non la smette di piovere presto sarò già irrimediabilmente 12 kg in più.

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Sabato si sono sposati due amici, erano bellissimi. Una di quelle ormai rare coppie che guardi e pensi questo sì che è vero amore.

Una di quelle coppie che ti fa pensare a quella creatura mitologica che è ormai l’amore analogico, alla conquista giorno per giorno dell’altro con gesti reali, in un mondo dove l’amore è sempre più 3.0.

Ci stupiamo delle coppie che si scrivono ancora messaggini sul frigorifero e che quando sono insieme parlano invece di chattarsi su Whatsapp, beh non ci sarebbe niente di cui stupirsi, questa dovrebbe essere la normalità. Il day by day dell’amore.

Sono la prima a stupirmi di queste cose e a realizzare col senno di poi che in fondo l’approccio analogico resta e resterà sempre il migliore. Quello che ti fa sobbalzare il cuore, quello che ti fa camminare su una nuvoletta, quello che non si dimenticherà così facilmente e che ti ritroverai a raccontare ai tuoi nipoti che invece si chiederanno appuntamenti con messaggi recapitati direttamente da un drone sullo zerbino dell’altro.

Sono la prima a pensare che in fondo non esistano più uomini così e invece ecco che la vita decide di stupire anche una scettica come me.

Ristorante giapponese, sono a cena con un’amica e mentre cerco di destreggiarmi nell’uso delle bacchette con i modi disinvolti di Steve di Otto sotto un Tetto, vedo che qualche tavolo più in là è seduto un ragazzo molto carino che mi guarda, non ci faccio caso e penso anzi di stare accecandolo con la mia maglietta di paillettes.

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La cena prosegue e gli sguardi del ragazzo sono sempre più misteriosi ma è seduto con una ragazza, quindi sarà il classico fidanzato egocentrico che vuole piacere a tutte. A un certo punto però la ragazza si avvicina e mi dice che il suo amico mi trova molto carina e che vorrebbe lasciarmi il suo numero se mi va, di ripassare da loro prima di andare via. Ah ma allora lei era un’amica? Grazie Signore, grazie!

No calma, devo aver capito male. Chiedo alla mia amica se può punzecchiarmi con le bacchette perché questo approccio non mi capitava da quando avevo l’apparecchio fisso e ora stava succedendo proprio a me. Lei dopo avermi punzecchiato e cercato di trattenere l’istinto femminile di urlare e saltellare tipico di quando un’amica è stata approcciata da un ragazzo carino, mi conferma che è tutto vero e che in fondo mi odia perché è davvero carino e coccoloso.

Ero sicura che la ragazza si fosse mossa per chiedermi il risarcimento dei danni alla retina provocati al suo amico dalle mie paillettes e invece questo nonostante il mio look strobosfera voleva il mio numero.

A fine serata ci presentiamo, ci scambiamo i numeri su un pezzetto di carta con la promessa di sentirci presto. Volano sorrisi, occhi a cuoricino e l’incredulità si confonde con la felicità.

BishoujoSenshiSailorMoonSMovie39La parte razionale di me invece frulla già come un Minipimer con un sacco di domande su questo Mr Ics. Non so quale sia il suo cognome, non ci siamo nemmeno scambiati Facebook, non sappiamo le rispettive età, non sappiamo niente se non che un inconsueto Cupido analogico ha lanciato le sue frecce proprio a noi.

Per una volta non voglio sapere altro, voglio vivere nel mistero del gesto inaspettato, dei messaggini e delle uscite per scoprirsi poco a poco.

Ah l’amore analogico, questo sconosciuto che ogni tanto torna a far battere i cuori!

Bisous

PFTB