Tinder, il “click and collect” dell’amore.

Benvenuti nell’era degli stage sentimentali gratuiti.

Eh già, non bastavano quelli lavorativi, ora ci complichiamo le cose anche con quelli sentimentali, in una società dove conosciamo gente sulle App e ci diamo appuntamento in maniera precaria, easy e occasionale.

Sono finiti i tempi dei romanzi epistolari e delle lettere intrise di profumi per rivedersi mezza volta senza manco un limone, ora siamo passati direttamente al “ci vediamo alle 20 per l’ape e poi proseguiamo da me” dove magari salterà pure il limone ma non salterà di certo tutto il resto.

Non sono qui per giudicare chi è in cerca di un’avventura di una notte, lungi da me essere bigotta, anzi l’evoluzione è più che normale e oggigiorno le lettere sarebbero alquanto fuori luogo e ridicole, in un mondo dove la fruizione dei contenuti è diventata talmente immediata che non siamo più capaci di pazientare per delle risposte, vogliamo che gli altri rispondano subito senza nessun tipo di attesa, atteggiamento che tutti sappiamo come spesso sia causa di malintesi.

Immaginate quindi un bar virtuale dove due persone, anche in 196 città diverse, si guardano, si piacciono e si lanciano in una conversazione…Ah no aspettate ma questo è Tinder!

Un vero e proprio “catalogo” di uomini, donne, orientamento sessuale, città, età, dove scegliere e impostare i propri gusti per iniziare a sfogliare tutti quei bei faccioni della gente iscritta al social network dell’anti-romanticismo, dove se scatta il match di like tra due persone si può iniziare a chiacchierare e dove se uno dei due prende un colpo di fulmine può superlikeare l’altra persona per farglielo sapere subito senza che l’altro debba esprimere o meno la sua preferenza.

Signori e signore, eccoci trasportati nella “decadenza dei tabù nell’era dell’eCommerce sentimentale” (Z.Baumann).

Un anno fa mi sono iscritta proprio per vedere il funzionamento, per capire l’approccio sociologico delle persone che lo usano e se fosse davvero il male come sentivo spesso dire. Diciamo che dalla mia esperienza mi porto sicuramente a casa un match con il quale ho intrapreso una relazione solida e al momento forse la più stabile tra tutte.

In realtà, se usato con i dovuti modi Tinder ti fa fare anche delle grasse risate e per una frazione di secondi ti sbalordisce quando quel manzo che fa il modello alla settimana della moda possa davvero aver mandato a te quel superlike.

Ditemi che anche a voi è capitato almeno uno di questi soggetti:

1) Gita a Sestri Levante del ’98. Quelli che mettono una foto di gruppo, perchè forse un po’ troppo cessi per azzardarne subito una da soli, così tu tra quei cinque speri davvero che sia il meno peggio. Poi la dura realtà: sfogli e passi alla seconda foto dove hai la certezza che invece sia il cesso di turno. Swipe a sinistra. #ciaone

2) Enpa. Quelli che hanno rigorosamente foto solo con animali che tu ti chiedi “guarda, un consiglio da amica, forse era meglio che il profilo lo facesse direttamente Tobi”. Inteneriscono è vero ma il like scatta solo se sono veramente carini, altrimenti bello il cane ma chiudo la busta Maria.

3) Due gocce d’acqua. Quelli che usano foto di personaggi famosi forse pensando che tu non te ne accorga e metta il like. Eh certo, perchè secondo te sono nata ieri e soprattutto mi hanno tenuto in una campana di vetro e non ho mai visto una foto di Francesco Monte in vita mia, soprattutto dopo il canna-gate dell’Isola dei Famosi. Ciccio, ripigliati!

4) L’amico in comune. Quelli che quando hai amici in comune corri a vedere meglio altre loro foto su Facebook, perchè lo spionaggio non dorme mai. Ma soprattutto metti che mi scappa un like, lui è un cesso ed è anche il migliore amico di un’amica? Meglio evitare di ritrovarsi in una puntata de “Il segreto”.

5) Rayban. Quelli che la prima foto è “wow che figo con questi occhiali da sole” ma quando alla terza foto non li ha ancora tolti realizzi che o è Stevie Wonder o Bellosguardo.

6) Highlander. Quelli che dichiarano 32 anni e ne hanno in realtà 122+la dentiera ma provano a ingannare le impostazioni anagrafiche, beh ci riusciranno con loro ma non di certo con noi! Ricordati che non sei Benjamin Button.

7) Gardaland. Quelli che si fanno le foto da una prospettiva talmente furba che sembrano alti, poi ci esci e tu dai tuoi 158 cm sei più alta di loro. Tesoro grazie ma di nano in famiglia che entra gratis a Gardaland basto io, next!

8) Beccato. Quelli che conosci e ti aspettavi, ai quali non puoi fare a meno di mandare un superlike, a volte per scherzo, a volte per davvero. La verità, non la saprete mai!

9) Bidet. Quelli che sono bruttarelli forte e non vedi l’ora di fare swipe a sinistra ma per strane congiunture astrali ti parte il superlike! Per tutti i fulmini e per tutti gli schermi touch, va bene essere super sensibili ma il superlike non doveva scappare, anche perchè solitamente quando parte il superlike a cazzo dall’altra parte ti scrivono dopo due secondi massimo, quando invece il superlike lo hai piazzato a un figo, se tutto va bene dopo essere uscito con altre 10 si ricorderà di te.

10) Zanichelli. Quelli che sono un po’ figli di Luca Giurato e del T9. Provano a fare i colti per fare un po’ di conversazione e non andare subito al sodo, ma non sanno che tu dopo il primo ha senz’acca sei già in sala rianimazione.

Tinder può aiutare a far scattare la scintilla dell’intraprendenza soprattutto nei più timidi (e ahimè a fomentare quella dei più sfacciati) ma in ogni caso niente sostituirà il conoscersi spontaneamente, quello studiarsi e quel provare o meno a iniziare una conversazione per mille timori, quel capire subito se una persona mi piace perchè ho i brividabadibidi o meno.

Tinder riflette l’era dell’apparenza, non condanno Tinder al 100% perchè oggi la liquidità della società ci porta anche al consumismo dei sentimenti in un prendere e lasciare che spesso è sintomo di insoddisfazione ma che tutto sommato caratterizza noi Millennials.

Condanno invece chi nasconde la sua identità con fini pericolosi e lontani da quello del divertirsi senza pensieri. Quindi attenzione sempre alle persone che accettate e con le quali vi incontrerete, far sapere alle amiche dove sarete non è di certo una cosa insensata, altrimenti tutta questa tecnologia GPS cosa l’hanno inventata a fare?

Bisous,

PFTB